Psichiatria…Società…Terremoti…

Oggi è la festa della Repubblica… il mio pensiero va non solo alle vittime del terremoto emiliano, ma anche a tutti coloro che da vivi serberanno il ricordo della terra che trema e che si contorce, che balla e che si scrolla di dosso le nostre intemperanze.

Oggi è la festa della Repubblica… oggi è la festa di una parola che ha perso il suo significato, oggi è la festa di un ideale perduto, smarrito, sepolto… vivo solo negli occhi dei lavoratori e di chi si affanna ogni giorno per andare a letto conservando degli occhi da fanciullino, cercando di proteggere la sua sorte da avventate facilitazioni e fraintendimenti.

Come si fa a parlare con le persone e cercare di risolvere i loro problemi… come si fa a guardare negli occhi te stesso negli occhi di un uomo di 40 anni che ha perso tutto… come si fa a fare tutto questo sentendo che qualcuno aveva previsto scientificamente l’avvento di forti scosse nel territorio della pianura padana e che lo Stato se ne infischia, facendo parate, paratine, paratette…

Cosa si dice in questi casi, quando tutti riflettono su delle morti terremotate sapendo che quando queste persone tra un mesetto saranno meno morte… nulla sarà veramente cambiato…

Cosa si dice ad un operaio, la cui azienda è andata distrutta, che vuole che il Governo dia i soldi direttamente al suo Sindaco perchè dello Stato non si fida più…

La comunicazione schizofrenogena è quel tipo di comunicazione basata su due messaggi antitetici espressi contemporaneamente, che nel bambino soprattutto provocano diciamo uno scollamento nel suo senso di realtà… Un esempio di questo tipo di comunicazione è la mamma che dice al figlio di amarlo, mentre il bambino piange e lei non lo coccola, ma continua a girare il sugo… o anche il tuo presidente del Consiglio che ti dice che va tutto bene mentre tutto va a rotoli…

Questi sono i mutamenti che influenzano la pratica clinica psichiatrica oggi… se oggi la comunicazione “normale” è basata su messaggi patologici… come gli operatori del settore psichiatrico possono continuare a lavorare?

…buona festa della repubblichina.

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Novelty Seeking

Buongiorno a tutti… qualche tempo fa vi avevo parlato di uno studio condotto da Wilson, Gosling e Graham del Department of Psychology della Washington University in St. Louis riguardante Facebook…

Cosa hanno fatto questi illustri personaggi? Hanno scartabellato tutti gli articoli presenti nella letteratura scientifica riguardanti Facebook, hanno fatto una review e hanno approntato un sito che aggiornano di ora in ora, a seconda delle segnalazioni ricevute dagli utenti e dagli autori degli articoli suddetti.

Qualche giorno fa ho ricevuto una mail da Wilson nella quale diceva che il loro lavoro è finito e che hanno aperto le porte al web… dunque sono lieto di fornirvi i link definitivi dei loro progetti:

…qui trovate l’articolo completo:  Wilson, Gosling, & Graham, 2012

…qui invece andate direttamente al sito: http://psych.wustl.edu/robertwilson/index.html

Seconda notizia… dopo tanto e tanto lavoro, durato un anno e mezzo credo, l’amica Christine Chew mi ha comunicato che la sua app (con relativo sito) è pronta… si tratta di un gioco che permette di accoppiare dieta e attività fisica, in modo da favorire una cospicua perdita di peso, approfittando della compliante modalità “gaming”…

E’ tutto qui: http://www.slimkicker.com/

Per oggi credo sia tutto… spero di esservi stato utile ancora una volta… un saluto ;)

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Psichiatria PostModerna: Approccio Socratico e Prevenzione Primaria

Per me per ora è tempo di studio, di riflessioni sul futuro, di progetti, di sogni, di fatica… di lavoro finalizzato direi, quel tipo di impegno che gratifica e riempie, qualunque sia poi il suo fine e il suo risultato finale…

Ho partecipato per ora a diversi incontri… come sapete sono stato al convegno che aveva come relatore il prof. Robin Murray, ieri sono stato ad un appuntamento che aveva come principale ospite il prof. Fabrizio Schifano, che si occupa di droghe, legali e illegali, nonchè del loro impatto sulla popolazione giovanile e della loro reperibilità su internet…

Da tutti i versanti arrivano testimonianze di un mutamento della Psichiatria, sia come arte scientifica che come attività puramente clinica: i quadri clinici cambiano, le sostanze di abuso cambiano, le nostre attività cerebrali cambiano (come testimoniato dal prof. Daniele La Barbera) in conseguenza dell’uso massiccio di internet, la società cambia consequenzialmente al mutare dei suoi “abitanti”… l’approccio dello psichiatra ai suoi pazienti è diventato deficitario da un punto di vista legislativo, umano, scientifico, conoscitivo…

Io un paio di idee me le sono fatte, idee che spero di coltivare in futuro… idee di un aspirante specializzando in psichiatria.

Io credo che da un punto di vista clinico e strettamente operativo si debba puntare di più sulla prevenzione primaria, sulla rimozione dei fattori di rischio ambientali e sulla diagnosi precoce dei disturbi psichiatrici… io credo che il DSM con le sue categorizzazioni rigide, la sua presunta multiassialità e la sua ricerca di omogeneità statistica non sia più in grado di seguire l’evolversi della patologia psichiatrica… non solo questo, mi disturba molto tra le altre cose anche la netta predominanza del mondo scientifico statunitense e la sua influenza lobbistica su tutta l’attività psichiatrica del globo intero… io non credo che il DSM sia la Bibbia della Psichiatria, tutt’altro… io credo che abbia fatto il suo tempo in termini proprio pratici di approccio e di descrizione asettica del disturbo psichiatrico, ma questo è un altro paio di maniche…

Dicevo che io credo nell’assoluta importanza della prevenzione primaria in psichiatria… lo psichiatra deve andare nelle scuole ad incontrare gli adolescenti, rapportarsi con loro e spiegare a queste generazioni lasciate a se stesse che hanno per balia Facebook e che cercano di raccattare in rete 4 informazioni sulla vita che la prevenzione inizia alla loro età, come una buona prevenzione cardiologica del resto… lo psichiatra deve incontrare i genitori ed educarli prima dei figli al disturbo psichiatrico, spiegando prima a loro che la salute oggi va tutelata ancor più che nelle epoche passate, in un tempo in cui il servizio sanitario italiano è fatiscente a causa di politiche fallimentari, ergo più che in passato se ci si ammala sono problemi…

Il PostModernismo ha generato e continua a generare mostri… “il pensiero debole” di Lyotard anzichè generare un florilegio di individualità, in grado di arricchirsi vicendevolmente, ha prodotto una disgregazione degli ideali archetipici che non ha portato a nessuna alternativa e a nessuna rielaborazione sociale… ed è proprio questo secondo me il punto nodale del discorso: lo psichiatra (la vignetta all’inizio del post non era un divertissement, ma un indizio) OGGI ha il compito di riportare i simulacri delle idee alle idee vere, reali, sepolte da immagini mentali e sociali destrutturate e traballanti…

Lo Psichiatra oggi ha il ruolo socratico di mostrare le contraddizioni, l’ aporìa, che viviamo e di inidirizzare l’individuo verso il proprio dàimon, la propria essenza… In un’epoca di disgregazione a tutto tondo, non ci si può fermare alle categorizzazioni del DSM, al contrario secondo il mio punto di vista c’è la necessità di una maggiore individualizzazione del percorso psichiatrico di diagnosi, cura e progetto di vita per il paziente… lo psichiatra deve avere la flessibilità di adattarsi a varie situazioni sociali, a quadri clinici  ”sporchi”, a ideali che non sono più quelli di uguaglianza, coraggio, eccetera eccetera, ma deve scendere negli ideali che ogni individuo si è costruito per sè, decostruendo e rielaborando, operando un copiaeincolla dei miti maggiori…

Il quadro si chiude veramente se si prende in considerazione nella sua totalità, o almeno quella che crediamo essere la totalità, il pensiero socratico con il suo “gnòthi seautòn” che può aiutare nella pratica della prevenzione primaria: insegnare al paziente a conoscersi, a capire il suo funzionamento biologico, mentale ed emozionale, per evitare di incorrere in intoppi precoci nel suo sviluppo… fornire al paziente gli strumenti per difendersi e non pensare solo alla cura della malattia conclamata e magari cronicizzata…

Un appunto sociale riguarda la paideia socratica, ovvero la necessità di cittadinanza attiva che stiamo vivendo….

Stavolta credo veramente di avervi tediato, ma sentivo il bisogno di esternare alcuni dei concetti che mi frullano per la testa, per sapere magari cosa ne pensate, in positivo o in negativo….

Cerco di farmi perdonare con due link molto interessanti:

https://www.rednetproject.eu/index_it.php

…questo è il link di un progetto messo a punto dal prof. Schifano, che riguarda uno studio europeo circa le “smart drugs” …dateci un’occhiata è davvero molto interessante…

http://www.quora.com/

…questo invece è un social network nato a metà 2010, che però ha aperto le iscrizioni solo qualche giorno fa all’Italia e che si propone come concorrente di YahooAnswers, anche se con un tenore culturale molto più elevato. E’ già frequentatissimo, dunque provatelo se vi va…

Ok… per oggi ho finito… attendo vostri feedbacks… un abbraccio.

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Buona Pasqua!

Auguro a tutti voi una serena e felice Pasqua e colgo l’occasione per girarvi un regalo da parte di una persona speciale… una di quelle persone che lotta ogni giorno per una vita migliore… una persona che ha il coraggio di aprire il suo cuore a noi…

Un abbraccio a lei. Un abbraccio a voi.

Ecco due sue poesie…

 

“Con le parole con le parole

prendo un cappello

ne tiro via un bel coniglio

che fugge

con le parole

con le parole

dentro una mano

prendo l’oceano

ne restano poche lacrime

con le parole

prendo questa rabbia

ne faccio un bel fucile

che uccide a parole

senza parole

con le parole degli altri

parli dei tuoi problemi

vuote parole …”

 

“Tramadolo

lo spray dice spruzzami ,spruzzami

voglio finire dentro di te,

fai che io e te abbiamo la stessa fine !

lo spray disse : “spruzzami spruzzami”

e tu lo hai fatto.

ora aspetti la fine

una fine senza fine ,la tua!

sembra che non debba mai finire…

ed invece e’ appena cominciata: e lo spray ha una bocca

ed occhi che piangono

mentre dice : “non volevo mai finire! “

ma ora tu pensi che eri uno spray

ma tu chi sei ,

non lo sai

una volta sei voluto finire…

ed ora , e prima

dov’e’ il tempo ?

ed i tuoi occhi piangono,

e le tue labbra invocano  che io non abbia mai una fine!

ma lo spray e’ finito ,

forse anche il tempo

tic toc ,

spruzzami ,spruzzami ,

tic toc, tic toc, tic toc ….”


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Incontri e Aggiornamenti

Oggi vi segnalo degli interessanti appuntamenti che si terranno nei mesi a venire… dunque, prendete penna e moleskine e appuntatevi tutto:

 

1) Ciclo di seminari dal titolo “L’ Integrazione tra Ricerca e Pratica Clinica”

- Venerdi 20 Aprile – “Esordi e Valutazione dei Disturbi Psichiatrici”

Aula Ascoli, A.O.U. Policlinico Paolo Giaccone, Palermo

moderatore: Daniele La Barbera

…a questo incontro parteciperà come relatore Robin Murray del King’s College di Londra

- Giovedi 24 Maggio – “Salute Fisica e Salute Mentale”

Aula Rubino, Dip. Bio. Nec., Sez. Psichiatria, Palermo

moderatori: Tommaso Dimarco e Daniele La Barbera

- Giovedi 7 Giugno – “Focus sulla Depressione”

Aula Albeggiani, Ospedale Aiuto Materno – ASP Palermo, Palermo

moderatori: Silvana Aiello e Salvatore Varia

Per iscriversi ai corsi ECM è necessaria l’iscrizione on-line su http://www.medeacom.it/

 

2) “Nuove Acquisizioni nel Trattamento del Disturbo Bipolare”

25 Maggio ore 8:30/18:30 – Aula Rubino – A.O.U. Policlinico Paolo Giaccone – via La Loggia, 1 – Palermo

…tra gli altri come relatori saranno presenti Daniele La Barbera, Antonio Francomano, Salvatore Varia

 

3) XLI Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicoterapia Medica, sezione della Società Italiana di Psichiatria

“Psicoterapia… curare con le parole, integrare con il nuovo, dimostrare con le neuroscienze”

8-9-10 giugno 2012 - Facoltà di Medicina e Chirurgia San Luigi Gonzaga - Centro Didattico, Regione Gonzole 10, Orbassano (Torino)

Primo Annuncio

Per visualizzare la locandina completa, click sul link: http://sipmsicilia.files.wordpress.com/2012/04/brochure_sipm_primoannuncio.pdf


…spero che abbiate trovato interessante tutto quanto.

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Considerazioni Postmoderne

Oggi ho il piacere di riportarvi un articolo scritto e segnalatomi da un’amica e che trovate in versione originale qui:

http://www.abattoir.it/2012/03/29/e-il-postmoderno-dentro-di-noi-ovvero-chi-siamo-o-mai-siamo/

…inoltre vi consiglio caldamente di dare anche un’occhiata a tutto il lavoro del gruppo di Abattoir, un lavoro veramente degno di essere apprezzato.

“…E il Postmoderno dentro di noi (ovvero chi siamo o mai siamo)” di Noemi Venturella…

Riflessioni ispirate dall’intervento del prof. Daniele La Barbera al seminario “Nuove frontiere della psicoterapia” (Palermo, 22 marzo 2012) e dal successivo, fervido, confronto con Gas Giaramita.

“La vita liquida, come la società liquido-moderna,
non è in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo”                                                                                            ( Zygmunt Bauman)

Questo post appartiene a noi che non facciamo che chiederci in che mondo viviamo, chi siamo, non siamo o vorremmo e non vorremmo essere… senza accorgerci che in fondo NON SIAMO, no; piuttosto, aspiriamo e cerchiamo.
Ce ne accorgiamo, non ce ne aggiorniamo? Difficile capirlo. Come è difficile accettare di essere figli, frutti e incarnazioni non di noi stessi, ma di tutte le tumultuose frammentazioni della società attuale.
Questo post allora è per noi che non siamo che i radicali cambiamenti sensoriali, cognitivi e affettivi di un mondo in cui si moltiplicano i centri di produzione di senso, in cui tutto è ormai ibrido e multifocale. Noi che siamo processi di definizione identitaria, eclettici, indifferenti, liquidi. Noi che siamo il Postmoderno, che siamo dentro il Postmoderno che è dentro di noi plasmandoci strutturalmente fin dai primi vagiti o addirittura dalle prime cellule a cui il nostro cuore appena nato pulserà nutriente sangue materno. Noi che siamo figli e incarnazioni di un crollo pervasivo che ci scorre dentro come il plasma, come tutte quelle proteine, neurotrasmettitori, ormoni che influenzano la nostra personalità fin dalle sue fondamenta ossee e neuronali.
Un crollo che ha ridimensionato il mondo e generato una riconfigurazione post-umanista dell’uomo, della dimensione antropologica del suo essere e di quella psicologica del suo Io, creando postmodernissime frotte di Narcisi ripiegati su se stessi, disimpegnati, desideranti e consumisti, sostenitori e vittime al contempo di un inflazionatissimo “Sii te stesso” (Dogana), di un Io dedito all’esaltazione egoistica della diversità e all’individualismo… Che però – come ci dice Bauman – possiede un’aporia di fondo: se essere INDIVIDUI significa “essere tutti DIVERSI”, allora… ognuno è uguale all’altro, giacché tutti con-corriamo omologatamente a un’esasperante ricerca di diversità! E allora, l’individualità, la ricerca del ‘vero me stesso’, appare come un obiettivo [...] che, nel momento stesso in cui è dato, è destinato a non essere mai raggiunto  (Z. Bauman)

Noi, che stiamo in un oggi in cui l’individuo è solo IL CONSUMATORE, le comunità sono solo RUBRICHE VIRTUALI e L’IDENTITA’ non riesce più ad essere altro che un dato anagrafico, piuttosto che un processo di costruzione, lungo, elaborato e mai finito. Noi che stiamo (“come d’autunno gli alberi le foglie”) in una società sempre più segnata dalla deregulation, in cui la strategia del carpe diem è la risposta più immediata a un mondo svuotato di valori che pretende di essere duraturo perché the show must go on, comunque e ovunque (Z. Bauman).
In questo oggi, scegliersi un’identità è fin troppo facile; tenersela stretta invece non lo è, poiché essa manca di consistenza, consapevolezza e solidità: come tutto, è liberamente e liberticidariamente arbitraria, è possibile rimangiarsela in ogni momento, non è vincolante o etica, né dà diritti e o responsabilità in un mondo individualmente e collettivamente deresponsabilizzato in cui  TUTTO PUO’ ESSERE RIFIUTATO O SCONFESSATO A PIACIMENTO NON APPENA SI RIVELA SGRADITO O CESSA DI SODDISFARE.
Noi che dobbiamo sapere di stare in un mondo in cui la libertà assoluta che ci è concessa ci si ritorce contro generando uomini-nulla e uomini-oggettodipendenti dal Sé vuoto, incompleto, caratterizzato da una schizofrenia dell’identità che è costantemente scissa tra poli opposti ed entrambi egualmente desideranti, proiettati verso la gadjettizzazione frivola della vita.
Noi dobbiamo sapere di stare in un mondo di uomini dotati di un Io che non privilegia più una ricerca di senso che esce da sé; in un mondo in cui l’uomo non è… ed in cui questa mancanza di essere è una trappola inconscia che ci ripiega inconsapevolmente in antri di profonda vulnerabilità, fragilità e angoscia esistenziale.

Dunque, la cultura postmoderna ha creato e continua a creare individui insolventi, irresponsabili, disimpegnati, rinunciatari, attratti dalle gratificazioni immediate, dalle acquisizioni materiali e dall’affermazione (seppur fittizia e transeunte) di un sé che è però un Falso Sé: quello che Jung definiva la persona (ovvero l’apparenza inautentica che si mostra al mondo), che prende qui il posto dell’eidos, dell’essenza più intrinseca e autentica dell’essere umano.
La cultura postmoderna ha creato e continua a creare neo-sistemi di pensiero, neo-bisogni, neo-emozioni e neo-sofferenze che in realtà sono una falsificata reificazione di acquisizioni sociali in cui perfino un terapeuta o un amico possono oggi essere ridotti a gadjets, a oggetti di consumo transitori USATI per aumentare il proprio funzionamento e il proprio successo sociale, piuttosto che per approdare al proprio vero Sé.
La cultura postmoderna ha creato e continua a creare vite caotiche, confuse e alla deriva, con una costante esigenza di godimento immediato… Uomini che a 50 anni, quando non avranno più le forze per correre dietro alle loro chimere, si ritroveranno col nulla tra le mani: un nulla che puzza solo lontanamente di sé.

Vi ci rispecchiate?
Io credo di sì, e credo anche che c’è da averne paura.

Il rimedio allora qual è? Rassegnarsi ad essere vittime mediocri di un ex-moderno che ci fagocita e che non si limita più a reprimere, ma che fa qualcosa di molto più raffinato omologando – ancor prima dei nostri pensieri – il nostro stesso essere a livello profondamente strutturale?
Lasciamo questa domanda al livello di una provocazione per quelle ragazzette di 28 anni che vanno fiere di possedere la smart di Hello Kitty e che non vedono l’ora di sperperare lo stipendio in 4 borse Guess.

Noi, insieme figli e intelligenti vittime del postmoderno, cerchiamo piuttosto di donarci una profonda onestà intellettuale, morale ed emozionale capace di riconoscere che cosa nella nostra vita postmoderna, e soprattutto nella nostra personalità postmoderna, è gadjet costruito dal mondo esterno, prodotto di artefatti psicologico-concreti imbeccatici, fattici masticare celermente con la compiacenza del nostro Es e del principio di piacere che nutre i nostri fragili, fradici narcisismi, rendendoci schiavi di un sistema umano che ci dà soddisfazioni sempre effimere, e mai reali, profonde, durature.

Noi, insieme figli e intelligenti vittime del postmoderno, cerchiamo di re-imparare a costellare il valore soggettivo degli eventi, di ri-creare contesti di senso, di appartenenza e di identità che si oppongano al caos ed alla frammentazione omologante del momento storico-politico-economico-sociale-culturale-individuale-etc.
E stacchiamoci temporaneamente dalla frenesia, fermiamoci e poniamoci delle domande (quelle davvero nostre!) su come questo neo-mondo si organizza e CI organizza.

Se ne siamo ancora VERAMENTE capaci.

“Guardo il mondo globalizzato.
È pieno di uomini costantemente in cerca di qualcosa d’altro. Sembra che corrano, invece sono FERMI, in una condizione di angosciante staticità. CREDONO di intercettare, di interpretare il cambiamento. Stano bene solo quando arrivano prima degli altri, e questo indipendentemente da quale sia la meta. Ma pensiamoci un attimo: in realtà non progrediscono mai. Inseguono qualcosa che è fuori da sé, un modello che non esiste e che non possono raggiungere, perché non ha radici nella propria identità: un nuovo taglio o un nuovo colore di capelli, una nuova macchina, un nuovo lavoro, un nuovo corpo, una casa nuova. Una volta conquistati, sono già vecchi.
…E la corsa non finisce mai.”
                                                                                                                                                                               (Laura Rufini)

…ancora complimenti a Noemi.

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Cutters

Carissimi genitori, avevate imparato a riconoscere l’anoressia, la bulimia… vi stavate impegnando a comprendere cosa fosse il bindge eating disorder…avevate imparato a buttare un occhio sui comportamenti alimentari di vostro figlio/a.

Adesso iniziate anche a controllare senza farvi notare se il vostro pargolo, che sta spesso in cameretta a guardare video su Youtube e a chattare su Facebook, anche d’estate preferisce magliette a maniche lunghe e fatica a volersi mostrare in costume…

I Cutters sono preadolescenti di appena 10/12 anni che di solito iniziano a manifestare il loro disagio psichico radendosi i capelli completamente, per poi passare alle bruciature di sigaretta, sul proprio corpo ovviamente, e ai tagli comunemente all’interno delle braccia (vicino le ascelle per intenderci) e nell’interno coscia… poi si passa ad avambracci e gambe.

Rispetto ai disturbi alimentari, il fenomeno dell’Autolesionismo, che non è qualcosa di nuovo ma un revivalpiuttosto, è maggiormente legato a condotte suicidarie, dunque maggiormente pericoloso e degno di attenzione rispetto ai disturbi alimentari, ai quali può essere associato come può essere correlato anche a  depressione, disturbi d’ansia, abuso di sostanze, disturbo da stress post traumatico, schizofrenia.

In rete, la comunità dei Cutters è ogni giorno sempre più nutrita e facendo un giro sui vari social network si può vedere come l’età di insorgenza di questo sintomo si sia abbassata dai 12 ai 10 anni…

…dunque genitori, occhi aperti e senza farvi notare una sbirciata al pc di vostro figlio datela, come facevate con il diario segreto, che trovavate sempre nell’ultimo cassetto sotto il maglione blu…

Vi voglio dire un’ultima cosa… guardate il link che vi propongo di seguito…

http://www.teamviewer.com/it/index.aspx

…si tratta di uno strumento molto “social”, per mezzo del quale si può tra le altre cose collaborare a stendere un articolo in tempo reale e sistemare pc altrui in remoto comodamente da casa propria… si possono organizzare con questo strumento anche meeting on-line a tanto altro. Ovviamente è gratuito.

Un saluto.

 

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Meetings

Oggi due interessanti segnalazioni relative a dei congressi che si terranno a Maggio di quest’anno.

 

1) “Second Mediterranean Congress – Innovative Scenario in Internal Medicine”  (Palermo 10/12 maggio)

…maggiori info su http://www.aristea.com/

…nell’ambito del convegno il prof. Daniele La Barbera illustrerà un topic dal titolo:

“Il moderno management della Depressione in Medicina Interna.

 

2) “New Directions in Psychiatry – A Forum for Young Psychiatrists” (Sorrento 23/25 maggio)

…per maggiori info contattate la segreteria organizzativa (06398651 – g.ponzi@mgacongressi.it - http://mgacongressi.it/ )

 

…interessanti incontri per interessanti prospettive future…

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Wearable Technology & Augmented Reality

Vi propongo due link molto interessanti:

…il primo risale a circa 2 settimane fa e anticipa alcune indiscrezioni sui segreti più reconditi dei laboratori Google, all’interno dei quali a quanto pare stanno per essere testati e commercializzati dei favolosi occhiali da Realtà Aumentata:

http://www.futurix.it/2012/02/il-futuro-della-realta-aumentata-nei_2819.html

Quest’altro invece è un video in cui si mostra l’hic et nunc della tecnologia della Realtà Aumentata, la Guiding Light… si tratta di una tecnologia caricabile su qualsiasi smartphone che è capace di indicare la strada per un dato ufficio all’interno di locali pubblici, ad esempio… guardate il video e capirete da soli:

http://www.youtube.com/watch?v=lR471X_oN_E&feature=player_embedded

…e adesso degli aforismi molto esplicativi riguardo la tecnologia:

 1) “Non c’è nessun motivo per cui qualcuno potrebbe volere un computer in casa.” (Ken Olson))

2) “La tecnologia è un invisibile tiranno che porta i suoi effetti distruttivi nei più profondi recessi della psiche, più di quanto possano fare i denti a sciabola della tigre o dell’orso.” (Marshall McLuhan)

3) “La tecnologia è l’abilità di organizzare il mondo in modo tale che non siamo costretti a farne l’esperienza.” (Max Frisch)

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Am I Pretty or Ugly?

Nuovo trend su Youtube… ragazzine  preadolescenti che chiedono agli altri utenti se le ritengono belle o brutte.

Qui una carrellata di video:

http://www.youtube.com/results?search_query=Am+I+Pretty+or+Ugly&oq=Am+I+Pretty+or+Ugly&aq=f&aqi=g1&aql=&gs_sm=3&gs_upl=41441l41441l0l42219l1l1l0l0l0l0l92l92l1l1l0

Qui si parla del fenomeno:

http://www.bonsai.tv/news/internet/am-i-pretty-or-ugly-youtube/

Dismorfofobia? Vittime di bullismo che cercano rassicurazioni? Esordi depressivi? Tratti narcisistici?

…o semplici video senza alcun senso preciso?

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